IL SECOLO XIX
Giovedì 4 marzo 2010 p. 37
SPORT E MEDICINA/ L'ASPETTO PSICOLOGICO
«I successi? A volte arrivano soprattutto con la testa»
II dottor Gaetano Aloe indica la "ricetta" per non cedere allo stress
di Andrea Ghiazza

ANSIA, tensione, preoccupazione, stress. Sono solo alcuni aspetti che accompagnano quotidianamente la vita di tutti. Ma sono anche elementi che rivestono un ruolo fondamentale nello sport e in particolar modo agonistico e professionistico, Nella nostra cultura il singolo individuo e i gruppi sono sempre più sottoposti a lunghi periodi di pressione fisica e psichica e diventa pertanto sempre più difficile affrontare e tenere sotto controllo le situazioni che si presentano senza avere alla base una preparazione mentale. In altre parole occorre allenare il corpo ma anche la mente. In aiuto interviene così la figura dello psicologo dello sport. Come spiega Gaetano Aloe. psicoloro e psicoterapeuta specializzato in psicoterapia breve strategica.

Qual'è il ruolo della psicologia dello sport?
«Si pone come obiettivo cercare di contrastare l'abbandono delle attività agonistiche da parte dell'atleta e di dominare le situazioni che causano problemi al fine di poter migliorare le prestazioni del singolo o della squadra. Lo psicologo sportivo non si sostituisce a dirigenti e allenatori ma semplicemente, grazie alle competenze acquisite offre un sostegno. Il nostro compito è aiutare le persone ad aiutarsi E importante sottolineare come, per avere risultati gratificanti. tutti i ruoli debbano confrontarsi tra loro senza che nessuno prevarichi un altro».
Concretamente come si può aiutare uno sportivo?

«In primo luogo è necessario che ci sia fiducia nei confronti del ruolo dello psicologo e non diffidenza. Secondariamente si ascolta il problema cercando di capire come si sia originato e quali possano essere le strategie per risolverlo. Molti sportivi si rivolgono allo psicologo in seguito a veri e propri “blocchi mentali” (i quali spesso hanno origine nel vissuto della persona) che si manifestano nella pratica dell'attività sportiva e in qualche modo la limitano. Lo psicologo sportivo dovrà essere bravo nell'utilizzare nel miglior modo possibile le risorse dell’atleta . Questo spesso avviene senza la presenza diretta dello sportivo in questione ma per esempio intervenendo sull’allenatore che in un secondo tempo agirà sul giocatore».

Lo sport è sempre più business. Questo ostacola il lavoro dello psicologo?
«La testa è sempre importante, fondamentale in queste situazioni e molte volte conta più della tecnica e dell'abilità. Occorre avere massima concentrazione azzerando i cosiddetti "distrattori" ossia tutti quegli elementi di disturbo interni ed esterni giocatori avversari, ansia, fischi del pubblico, tensione) che potrebbero limitare la prestazione. Nel caso di un rigore per esempio, sarebbe opportuno non farlo calciare dal giocatore che ha subito il fallo; questo perché l'atleta potrebbe essere ancora coinvolto emotivamente nell'azione. E quindi poco lucido».
Balotelli e Cassano, genio e sregolatezza. Il barese recentemente ha affermato: se avessi la testa di Palombo nel calcio non avrei rivali. Come gestire questi talenti?
«Non è facile dirlo senza conoscerli da vicino. Ma bisogna avere rigore per fare emergere la creatività. La differenza tra un buono e un ottimo giocatore è che quest'ultimo sa accettare le sconfitte e anzi le utilizza per crescere dal punto di vista umano e professionale. I giocatori per poter fare il salto di qualità devono considerare i propri limiti non come penalizzanti ma come risorse per fare meglio. Fischi e critiche rappresentano nuovi stimoli e risorse da utilizzare».
Oggi il Savona calcio ha un considerevole margine di vantaggio sulle inseguitrici. Come può gestire al meglio la situazione?
«Consiglierei senza dubbio la tecnica dell’”oltrescenario": considerare mentalmente la stagione come già archiviata pensando a quali potrebbero essere i nuovi stimoli, personali e di squadra, dell'anno nuovo e di lottare fin da subito in nome dell'ambizione. Senza perdere così la concentrazione e la giusta determinazione sul campo».